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La responsabilità medico - sanitaria:

Sempre più frequentemente si sente parlare di “diritti del paziente” e di “vittime di malasanità”, a causa dei recenti episodi che hanno scatenato l’attenzione dei media e la conseguente indignazione sociale.

Questo fenomeno, come è ovvio, ha interessato anche la giurisprudenza e la legislatura degli ultimi anni, fornendo interessanti spunti interpretativi sull’articolata e dibattuta materia della responsabilità medica sia sul piano civile che penale.

Si tratta di una materia controversa in quanto sebbene siano innumerevoli i casi di malasanità che da anni “affollano” le aule giudiziarie, in realtà, da un’indagine condotta dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari emerge che il 95% dei procedimenti penali per lesioni personali colpose a carico di operatori sanitari si conclude con un proscioglimento, mentre in sede civile le richieste di risarcimento vengono accolte solo nel 34% dei casi.

Questi dati esprimono con chiarezza la difficoltà della materia e la necessità di affidarsi esclusivamente ad esperti qualificati nel settore.

A questo riguardo sarà utile menzionare le recenti novità introdotte con la riforma Gelli - Bianco dell’8 marzo 2017 (di cui alla legge n. 24/2017 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo 2017) contenente le disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

La “nuova” responsabilità medica sorge all’esito di un complesso e travagliato percorso legislativo destinato a riordinare in modo organico il processo di elaborazione normativa che aveva preso inizio qualche anno fa attraverso alcuni decreti legge di indubbia chiarezza testuale, come il “decreto Balduzzi” del 2012.

L’impianto strutturale della recente riforma è quindi, rispetto alle esperienze normative che l’hanno preceduta, di tutt’altra fattezza, mirando alla costruzione di un sistema di responsabilità sanitaria obbligatoriamente assicurata ed economicamente sostenibile, all’insegna di un ridimensionamento delle tutele, soltanto apparentemente contrapposte, su cui tale sistema si fonda: quella dei pazienti, da un lato, e quella dei medici, dall’altro.

La summenzionata riforma vuole da un lato restituire al medico quella serenità di azione così frequentemente compromessa, in tempi recenti, dalla legittima apprensione di vedere il proprio lavoro trasformato in occasione di aggressione giudiziale (specie in sede penale) e dall’altro assicurare al paziente di avvalersi con fiducia del sistema sanitario italiano, nonché garantire agli stessi risarcimenti più sicuri ed in tempi più brevi.

Vediamo nel dettaglio le principali novità introdotte dalla riforma:

  • La sicurezza alle cure nei confronti del paziente: in piena aderenza al dettato costituzione di cui all’art. 32, l’art. 1 della recente legge statuisce: “la sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute”. Esso si realizza mediante l'insieme di tutte le attività finalizzate alla prevenzione e gestione del rischio connesso all'erogazione di prestazioni sanitarie e mediante l'utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche ed organizzative;

  • La responsabilità penale del medico solo in caso di colpa grave: l’operatore sanitario non sarà più punito per imperizia qualora abbia rispettato le linee-guida o si sia attenuto alle buone pratiche. La novella legislativa, infatti, ha abrogato l’art. 3 della legge Balduzzi ed ha inserito nel codice penale il nuovo art. 590-sexies che disciplina la responsabilità colposa per morte o per lesioni personali in ambito sanitario, in base al quale il sanitario che si è comportato in modo conforme alle linee guida non è più sottoposto a sanzioni penali per colpa lieve, ma viene punito solo in caso di colpa grave. Qualora l’evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico – assistenziali dettate dall’Istituto Superiore di Sanità;

  • La nuova disciplina della responsabilità civile del medico e della struttura sanitaria: in questa materia è stato introdotto il “doppio binario” della responsabilità civile. Mentre, infatti, la responsabilità della struttura sanitaria, pubblica o privata, ha natura contrattuale (artt. 1218 e 1228 c.c.), quella del medico, salvo il caso di obbligazione contrattuale assunta con il paziente, è di natura extracontrattuale (art. 2043 c.c.). Ne deriva pertanto che, mentre l’azione per responsabilità contrattuale si prescrive nel termine ordinario di dieci anni, quella per responsabilità extracontrattuale è sottoposta al più breve termine di prescrizione di cinque anni. Altra conseguenza riguarda l’onere probatorio. Mentre, infatti, nelle cause avverso la struttura sanitaria il paziente dovrà provare solamente l’assunzione dell’obbligazione da parte dell’ospedale ed il relativo inadempimento; nelle azioni giudiziarie contro il singolo medico l’onere probatorio che incombe sul danneggiato risulta ben più grave, dovendo egli dimostrare non solo l’elemento oggettivo, ma anche l’atteggiamento colposo del medico;

  • Obblighi assicurativi della struttura sanitaria: le strutture sanitarie hanno l’obbligo di dotarsi di copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi e verso i prestatori d’opera, anche per danni provocati dal personale a qualunque titolo operante presso le strutture stesse. La garanzia assicurativa deve poi prevedere un’operatività temporale anche per gli eventi accaduti nei dieci anni antecedenti la conclusione del contratto di assicurazione, purché denunciati all’impresa assicurativa durante la vigenza temporale della polizza. In caso di cessazione definitiva dell’attività professionale per qualsiasi causa deve essere previsto un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti generatori della responsabilità verificatisi nel periodo di efficacia della polizza, incluso il periodo di retroattività della copertura. Questa ultrattività viene estesa anche agli eredi e non può essere assoggettata alla clausola di disdetta;

  • Obbligatorietà del tentativo di conciliazione: nel tentativo di favorire una risoluzione stragiudiziale delle controversie per risarcimento del danno derivante da responsabilità sanitaria, è stato introdotto l’obbligo di esperire un tentativo di conciliazione prima di rivolgersi alle competenti sedi giudiziarie: “chi intende esercitare un’azione innanzi al giudice civile relativa a una controversia di risarcimento del danno derivante da responsabilità sanitaria è tenuto preliminarmente a proporre ricorso ai sensi dell’articolo 696-bis del codice di procedura civile dinanzi al giudice competente”. La domanda giudiziale è procedibile solo se la conciliazione non riesce o se il relativo procedimento non si conclude entro il termine perentorio di sei mesi dal deposito del ricorso;

  • L’azione di rivalsa o responsabilità amministrativa della struttura sanitaria nei confronti del medico: l’art. 9 della legge Gelli prevede che l’azione di rivalsa nei confronti del sanitario può essere esercitata solo in caso di dolo o colpa grave. Se il sanitario non è stato parte del giudizio o della procedura stragiudiziale di risarcimento del danno, l’azione di rivalsa nei suoi confronti deve essere esperita, a pena di decadenza, entro un anno dall’avvenuto risarcimento;

  • L’introduzione del Garante per il diritto alla salute: il garante per il diritto alla salute è l’organo cui i cittadini potranno adire gratuitamente, anche in via anonima, per segnalare eventuali malfunzionamenti nel sistema sanitario. L’art. 3 stabilisce poi l’istituzione in ogni regione del Centro per la gestione del rischio sanitario e della sicurezza del paziente, il cui scopo sarà quello di raccogliere telematicamente tutti i dati sui rischi ed eventi negativi, oltre che sulla frequenza e sui costi del contenzioso e di trasmetterli annualmente all’ Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza in sanità, quest’ultimo ha il compito di monitorare la colpa in sanità sulla base delle statistiche sui casi clinici con eventi avversi, sulla loro frequenza, sulle loro cause, sull’ammontare dei loro risarcimenti e sugli oneri finanziari derivanti dall’eventuale contenzioso. Ogni anno il Ministero della Salute trasmetterà alle Camere una relazione sull’attività svolta dall’Osservatorio;

  • L’obbligo di trasparenza in materia di dati personali: le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, ai sensi dell’art. 4 sono ora sottoposte all’obbligo di trasparenza le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture pubbliche e private come previsto dal D. lgs. n. 196/2003 in materia di protezione dei dati personali. La direzione sanitaria dovrà, quindi, fornire in tempi rapidi la documentazione sanitaria relativa al paziente; inoltre le strutture sanitarie dovranno anche pubblicare sui propri siti web i dati relativi ai risarcimenti erogati negli ultimi cinque anni;

  • Il Fondo di Garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria: il fondo di garanzia mira a risarcire i pazienti per i danni cagionati da responsabilità sanitaria nei casi in cui: a) il danno risulti eccedente rispetto ai massimali previsti dai contratti di assicurazione stipulati dalla struttura sanitaria o dal medico; b) la struttura sanitaria o il medico risultino assicurati presso un’impresa al momento del sinistro o successivamente si trovino in stato di insolvenza o di liquidazione coatta amministrativa; c) la struttura sanitaria o il medico non abbiano una copertura assicurativa per eccesso unilaterale dell’impresa assicuratrice oppure per sopravvenuta inesistenza o cancellazione dall’albo dell’impresa assicuratrice stessa.

Lo Studio Legale Maturo - da sempre attento alle problematiche sociali e al passo con le riforme in essere - offre assistenza legale qualificata sia ai medici che ai pazienti nei giudizi di responsabilità medica, attraverso un'attenta analisi del caso, anche tramite l'ausilio di consulenti e medici legali specializzati.

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